“Non soldati appostati dietro alle fortificazioni ma sculture,
Le Muse Silenti,
dopo aver ispirato la poesia, la Musa la difende, ultimo baluardo
contro la barbarie e la morte

L'incontro - Simbolo di pace
Gianfranco Meggiato

Dal 24.02.2023 al 24.03.2023
Roma – Piazza Cavour

Gianfranco Meggiato

Gianfranco Meggiato

Nasce il 26 agosto 1963 a Venezia dove frequenta l’Istituto Statale d’Arte studiando scultura in pietra, bronzo, legno e ceramica. Nella sua opera Meggiato guarda ai grandi maestri del 900: Brancusi per la sua ricerca dell’essenzialità, Moore per il rapporto interno-esterno delle sue maternità e Calder per l’apertura allo spazio delle sue opere. Lo spazio, infatti, entra nelle opere di Meggiato e il vuoto diviene importante quanto il pieno.
Infatti l’essenziale è invisibile agli occhi, gli ideali, i sentimenti, i sogni non li puoi toccare, li puoi solo vivere. L’artista modella le sue sculture ispirandosi al tessuto biomorfo e al labirinto, che simboleggia il tortuoso percorso dell’uomo teso a trovare sè stesso e a svelare la propria preziosa sfera interiore.
Meggiato inventa così il concetto di “introscultura” in cui lo sguardo dell’osservatore viene attirato verso l’interiorità dell’opera, non limitandosi alle sole superfici esterne.
Artista internazionale dal 1998 partecipa a mostre e fiere in Italia e nel mondo (USA, Canada, Gran Bretagna, Danimarca, Germania, Belgio, Olanda, Francia, Austria, Svizzera, Spagna, Portogallo, Principato di Monaco, Ucraina, Russia, India, Cina, Emirati Arabi, Kuwait, Corea del Sud, Singapore, Taipei, Hong Kong, Australia).
Nel 2011 e 2013 viene invitato alla Biennale di Venezia nei padiglioni nazionali. Dal 2017 decide di trattare temi a carattere scientifico e sociale mediante la messa in opera di grandi installazioni pubbliche con opere monumentali:
“Il Giardino delle Muse Silenti” (Parco Internazionale della Scultura, Catanzaro 2017) simbolicamente posto a difesa dei nostri valori e della nostra cultura dal terrorismo.
“La Spirale della Vita” (Piazza Bologni, Palermo 2018) all’interno di Manifesta 12, dedicata alle vittime innocenti di mafia.
“Il Giardino di Zyz” per Matera Capitale Europea della Cultura (Belvedere Murgia-Timone, 2019), ha voluto essere un punto di incontro tra culture spesso in contrasto fra loro nella logica che tutto è uno.
“L’Uomo Quantico, non c’è futuro senza memoria” (2021) con una grande mostra personale con opere monumentali presso la Valle dei Templi di Agrigento nel tentativo di cercare il punto di contatto tra archeologia, filosofia e fisica dei quanti.
“La Spirale della Vita” (Piazza di Santa Maria delle Carceri, 2022). l’installazione per il comune di Prato e il museo Pecci che ha visto una riproposizione dell’installazione dedicata alle vittime innocenti di mafia.
“IL Respiro della Forma” (Pisa 2022) mostra con 14 opere monumentali poste nel centro storico della città di Pisa, dedicata a questo momento storico, dove la torre pendente di Pisa diventa simbolo universale di resilienza.
Queste installazioni gli valgono il PREMIO ICOMOS-UNESCO ‘’che gli viene conferito per aver magistralmente coniugato l’antico e il contemporaneo in installazioni scultoree di grande potere evocativo e valenza estetica’’.

Mostra "L’INCONTRO, SIMBOLO DI PACE"

“Non soldati appostati dietro alle fortificazioni ma sculture, Le Muse Silenti, dopo aver ispirato la poesia, la Musa la difende, ultimo baluardo contro la barbarie e la morte”
(Luca Beatrice)

Tra le decine di guerre attualmente in corso nel pianeta, quest’anno a Febbraio si ricorda come sia già passato un anno dall’inizio della guerra tra Russia e Ucraina.
L’installazione, costituita da sacchi di juta, a rappresentare una fortificazione militare ha al centro una Musa Silente, la scultura: l’Incontro h.4 metri.
L’incontro, simbolo di unione tra culture differenti, vuole portarci oltre, verso la speranza di un’acquisizione di quella consapevolezza che nell’opera fa partire tutto da un unico punto per farci ritrovare dopo mille percorsi intricati, vicini e uguali.
Ecco allora che in questo particolare momento storico pieno di contrasti e tensioni proporre il tema dell’incontro e del dialogo tra diversi assume un alto significato simbolico.
Il tema delle Muse Silenti, mai come ora, con una guerra in corso nel cuore dell’Europa, diventa un simbolo di sconvolgente attualità a difesa dei nostri valori e della nostra cultura dalla barbarie della guerra.
L’installazione, inoltre, con i suoi sacchi di juta (inevitabilmente destinati ad un rapido disfacimento), vuole simbolicamente porre l’accento anche sul tema della caducità della natura umana, con la sua naturale tendenza al fallimento.
È in questo contesto, di fronte alla presa di coscienza dell’ineluttabile fragilità e fugacità della vita umana che i conflitti tra uomo e uomo dovrebbero perdere di ogni significato.
Allo scopo di indurre il visitatore alla riflessione, delle citazioni inerenti la pace, verranno impresse sui sacchi di juta, nella speranza che solo una generale acquisizione di consapevolezza possa, in un futuro prossimo, liberarci dalla guerra.
Personalmente io credo che siamo tutti foglie di uno stesso albero, siamo tutti cellule di uno stesso organismo, siamo tutti uno e vedo che questi concetti si stanno manifestando sempre più anche nello studio della moderna fisica dei quanti.
Obiettivo dell’installazione però non è quello di dare delle mie risposte, ma di porre delle domande, lasciando ad ognuno la propria personale risposta.

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